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Il territorio regionale ha dedicato anni di paziente ricerca ed investimenti per la valorizzazione delle tipicità enogastronomiche che si evidenziano, ad esempio, con il fiorire di fiere e manifestazioni locali mirate alla diffusione e promozione di produzioni particolari e risorse territoriali anche di piccole realtà.
Se si tracciasse un'ideale mappa geografica degli eventi locali, si potrebbe vedere come ogni singola unità territoriale e la maggior parte delle località del territorio piemontese abbiano trovato un proprio prodotto tipico da promuovere e valorizzare con le modalità più disparate e diversificate.
A livello più alto si sono consolidate con gli anni manifestazioni divenute ormai appuntamenti irrinunciabili non solo per gli operatori del settore ma anche per gli innumerevoli estimatori dell'enogastronomia, manifestazioni nazionali ed internazionali, quali il Salone del Gusto e Terra Madre.
A questi si aggiunge Eataly, il più grande centro enogastronomico del mondo che sorge negli stabilimenti dove si produceva il vermouth Carpano, storica fabbrica attiva dal 1908 fino alla fine degli anni ottanta. Nella vasta area espositiva di Eataly Torino, oltre alla disponibilità di trovare e gustare solo cibi e bevande di alta qualità, è possibile usufruire di corsi di educazione alimentare e di enogastronomia.
 
Tale movimento di riscoperta è stato ulteriormente rafforzato dalle Olimpiadi del 2006 che hanno catalizzato l'interesse e l'attenzione del pubblico su un territorio che si è scoperto ricco di realtà diverse e dalle opportunità turistiche molteplici di cui si avvertono ancora i fenomeni di “ricaduta”.
L'organizzazione che più di ogni altra ha dato impulso alla riscoperta dell'enogastronomia è Slow Food, associazione fondata da Carlo Petrini, che, partendo dall'esigenze del territorio, ha saputo agevolmente superare i confini regionali, diffondendosi in breve tempo prima sull'intero territorio nazionale e poi su quello internazionale. La nuova filosofia di Slow Food evidenzia lo stretto legame esistente fra l'agricoltura che produce e la gastronomia che trasforma i prodotti della natura in cibi.

L'agricoltura diventa funzionale all'alimentazione, capace di rispettare l'ambiente ed il paesaggio rurale, scoprendosi saldamente ancorata al substrato socio-culturale della terra, in una perseverante ricerca di identità legata a specifici contesti territoriali, in contro tendenza con il processo di globalizzazione.
A conferma di quanto precedentemente espresso, è la sottoscrizione di un accordo tra diversi produttori della province di Cuneo, Asti e Torino il gruppo Dimar e la Coldiretti finalizzato ad offrire carne, frutta e verdura a “chilometri zero” nei propri punti vendita. Il consumatore ha le garanzie di avere un prodotto della massima freschezza a costi abbattuti.

La funzione dell'analisi dei fabbisogni intrapresa dal Polo è quella di anticipare le esigenze del mercato, senza limitarsi a cercare delle risposte a richieste contingenti, con uno sguardo in grado di comprendere le tendenze sia del mercato nazionale che delle singole realtà locali.

Partendo da questi presupposti si evidenzia come l'enogastronomia rappresenti una risorsa turistica importante a livello regionale; per questa ragione, creando una rete di partner di cui il Polo potrebbe essere una componente importante in grado di unire punti di forza e tipicità, il nostro territorio sarà in grado di promuoversi sul mercato turistico ed enogastronomico con risorse e mezzi propri.
 
 

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